SPORT-SOCIETÀ, DOV’È IL CONFINE?

Published On: 16/09/20251,8 min read

È coerente continuare a concepire lo sport come una realtà sociale che trascende i problemi della vita quotidiana? Lo sport deve essere una realtà a sé stante che faccia forzatamente distogliere lo sguardo dalla realtà?

“Il calcio è lo specchio della vita: ci sono momenti di gioia, delusione, cadute e rinascite.”

– Gianluigi Buffon

Il mondo del calcio prova a rispondere a questi dubbi influenzando spesso l’opinione pubblica e provando a colpire nel cuore della società. In particolare, il contesto delle tifoserie organizzate si è distinto negli ultimi anni esprimendo chiaramente le proprie opinioni sociali e politiche.
Uno dei temi che ha suggestionato maggiormente le tifoserie calcistiche è quello del conflitto israelo-palestinese: diversi gruppi di tifosi hanno aderito al neonato movimento chiamato “Show Israel The Red Card”.

La presa di posizione nel mondo calcistico è nata presso la tifoseria dei Glasgow Celtics, inizialmente diffusa dal gruppo autonomo della curva scozzese chiamata “The Green Brigade”.
Il fulcro della loro protesta, oltre ad accusare le attività militari di Israele, è evidenziare il ruolo che lo sport deve avere all’interno della società. Non è concepibile tracciare un netto confine tra i due e, all’interno di quest’ultima, gli ideali sportivi devono poter essere un mezzo attraverso per crearsi opinioni.

La protesta si è presto allargata in Europa e anche nei campionati italiani. Tra le tifoserie italiane si sono presto contraddistinte quattro realtà appartenenti alle categorie più basse del calcio: Pescara, Ternana, Pisa e Juve Stabia.
I pionieri italiani del movimento hanno avuto molto successo e il mondo del calcio è diventato un luogo dove le questioni politiche esistono, sono note e vengono affrontate.

I diversi ambienti della società dunque sono adesso soggetti attivi in rapporto alle questioni sociali. Non si nascondono più dietro al muro della superficialità e costituiscono una chiave di lettura della realtà adottabile dalle persone.

Beniamino Fiandri

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