BASTA PARLARE DI VEGANUARY: QUESTO 2026 È ORA DI PROVARLO
Una mano per chi non sa da dove iniziare: 31 giorni senza carne e derivati con piano alimentare gratuito, ricettari, sconti e supporto giornaliero
Probabilmente anche questo gennaio sentirai parlare di Veganuary, conoscerai qualcuno che lo sta facendo, vedrai prodotti dedicati nei supermercati, sentirai celebrità ambassador promuoverlo (tra cui Billie Eilish, Paul McCartney e Joaquin Phoenix) o leggerai articoli e notizie a riguardo. Perché Veganuary non è una semplice sfida alimentare, è un’esperienza privata e collettiva allo stesso tempo, con idee e obiettivi precisi ed in costante diffusione. Il movimento internazionale, nato nel 2014 (UK), che nel 2025 ha raccolto quasi 26 milioni di partecipanti, ha come vision “Un mondo vegano. Un mondo senza allevamenti di animali e macelli. Un mondo dove la produzione alimentare non decima foreste, inquina fiumi e oceani, aggrava il cambiamento climatico e guida le popolazioni di animali selvatici all’estinzione”

“Ispirare e supportare le persone a provare la dieta vegana, guidare il cambiamento aziendale e creare un movimento di massa globale che sostenga scelte alimentari compassionevoli con l’obiettivo di porre fine all’allevamento animale, proteggere il pianeta e migliorare la salute umana”
Quest’iniziativa globale parte da un’idea semplice: invitare le persone a seguire un’alimentazione 100% vegetale per tutto il mese di gennaio (oppure per 31 giorni a partire da una data scelta) fornendo un aiuto concreto. Basta iscriversi sul sito ufficiale per ricevere infatti 3 ricettari e 2 ricette giornaliere per principianti, sconti esclusivi su prodotti vegan per il mese di gennaio e 31 email giornaliere di supporto e consigli di nutrizione.
È un’occasione, per chi mangia ancora carne e derivati, di avvicinarsi e provare un’alimentazione totalmente vegetale, supportato da aiuti concreti. Ma soprattutto, è un’opportunità per interrogarsi sul nostro impatto sul pianeta e sugli esseri viventi, sull’attaccamento identitario e culturale che abbiamo nei confronti delle tradizioni alimentari, sul nostro rapporto reale con la Natura e sul tipo di presente e futuro che vogliamo creare. Si tratta di comprendere perché quello che mettiamo nel piatto sia tra le scelte individuali più importanti che siamo chiamati a fare ogni giorno. Si tratta di fare una delle cose più complesse eppure più necessarie; rivedere e cambiare le proprie abitudini.
Per passare dall’antropocentrismo all’ecocentrismo è infatti fondamentale cambiare un’idea base; gli esseri umani non sono al centro della Natura, ma ne sono parte come tessere di ecosistemi più ampi, dove gli animali non sono risorse da sfruttare, violentare e uccidere, ma esseri senzienti.

Questo richiede dunque un cambio culturale e sociale rispetto all’alimentazione tradizionale, che si basa sullo sfruttamento degli animali e delle risorse. Scegliere un’alimentazione vegetale significa ridurre direttamente la domanda di questi sistemi, incentivare sistemi alternativi e affermare un principio chiaro: gli animali sono esseri senzienti. Anche un solo mese può contribuire a diminuire il numero di animali allevati e uccisi, dimostrando che alternative più compassionevoli sono possibili.
L’industria zootecnica è inoltre una delle principali responsabili delle emissioni di gas serra, della deforestazione, dell’inquinamento delle acque e dell’enorme consumo di suolo e risorse. Produrre alimenti di origine vegetale richiede, in media, molta meno acqua ed energia rispetto ai prodotti animali. Ridurre o eliminare questi ultimi dalla dieta è quindi uno dei modi più efficaci che un individuo ha per diminuire il proprio impatto ambientale.
Infine, Veganuary può essere un’occasione per informarsi e colmare i propri dubbi, preoccupazioni e curiosità. Per andare oltre alle dicerie, ai pregiudizi e alle fake news relative a questo stile di vita. Non si tratta di privazione, ma di consapevolezza. Si tratta di abbracciare un nuovo stile di vita, essenziale per un futuro diverso. Si tratta di riconoscerci come creature interdipendenti. Veganuary richiede la scelta di provare. Anche se dura solo un mese, può lasciare un segno duraturo, trasformando un semplice gesto quotidiano in un atto di responsabilità verso gli animali, il pianeta e il futuro di tutti.
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Fonte immagini: Veganuary



