LE OMBRE DEL DIGITALE: I DATI TRA SOCIETÀ E NATURA (Modena)
L’8 novembre 2025, il Teatro delle Passioni di Modena abbiamo partecipato all’evento di PianetaLab, il laboratorio nato dall’associazione Pianeta con l’ambizione di creare soluzioni concrete e innovative per affrontare le grandi sfide del nostro tempo. L’evento è promosso dal Patto Europeo per il Clima, in collaborazione con il Comune di Modena e gli Europe-Direct dell’Emilia-Romagna.
L’incontro ha segnato il lancio di un progetto partecipativo che invita i cittadini a raccontare il loro rapporto con il territorio attraverso le storie di due insetti tipicamente modenesi: lucciole e cicale.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che, nel mondo contemporaneo, siamo immersi in un flusso continuo e spesso invisibile di dati. Questi dati, lungi dall’essere statici, si inseriscono nei processi umani e nei contesti non umani, adattandosi alle variazioni della natura, della società e del clima. Tuttavia, le persone, pur essendo le fonti primarie di questi dati, ne perdono facilmente traccia e faticano a percepirne concretamente i movimenti.
Abbiamo osservato come una dinamica analoga all’invisibilità dei dati si manifesti anche nei confronti di alcuni elementi naturali che ci circondano. Nonostante svolgano un ruolo costante e fondamentale nelle nostre vite, spesso non li riconosciamo né li apprezziamo pienamente, dandoli per scontati. L’evento aveva proprio lo scopo di creare connessioni più attive e consapevoli tra le persone e questi elementi naturali che abitano il loro quotidiano.
La serata ha preso poi il via, dopo i saluti istituzionali dell’ambasciatore del Patto per il Clima e Presidente di Pianeta Stefano Rimini e dell’Assessore alla Cultura del Comune di Modena Andrea Bortolamasi, con la proiezione del film Data Shadows, un’opera che mette in luce la difficoltà di percepire il movimento dei dati. A introdurre il film è stata Sabina Leonelli, creatrice del film i e co-direttrice di Pianeta Lab, nonché Professoressa all’Università Tecnica di Monaco.
È seguita poi una Tavola Rotonda, moderata da Alan Cappelli(Ambasciatore Patto Europeo per il Clima), con la partecipazione di Niccolò Patelli (GMSN e UniMoRe), Sabina Leonelli e Davide Ferraresi (Presidente di Legambiente Emilia Romagna). La discussione si è confrontata direttamente sulle “ombre del digitale” e sul modo in cui i dati riescono, o non riescono, a catturare il nostro rapporto profondo con la natura.
È stato poi aperto il dibattito a Laura Ferrari (Consigliera Comunale AVS) e Alessio Bastai, il nostro Presidente., che è intervenuto sull’importanza dell’informazione, del giornalismo e del imparare raccontare storie per trasmettere le conoscenze, i progetti, i processi e le sfide in atto nei confronti della Crisi Climatica.
A seguire, è stato presentato il progetto “Tra Lucciole e Cicale, Storie di Incontri e Voci Cittadine”. Il progetto prende ispirazione dal successo del progetto Nightingale del Museum für Naturkunde di Berlino, che tra il 2018 e il 2019 ha raccolto registrazioni del canto degli usignoli realizzate dai cittadini. PianetaLab ambisce a replicare questo approccio partecipativo, ma concentrandosi sulle lucciole e le cicale come protagoniste locali.
L’idea centrale è raccogliere e raccontare le storie delle persone in relazione a questi insetti, utilizzando la narrazione personale come strumento di connessione. Questo è un tentativo mirato per integrare i dati “quantitativi” utilizzati dalla pubblica amministrazione – come il conteggio di piante, animali e insetti o la quantificazione della qualità dell’aria – con l’esperienza vissuta e non sempre riflessa da quei numeri.
Pianeta Lab invita quindi gli abitanti di Modena e provincia a condividere ricordi, esperienze o riflessioni. I contributi accettati sono vari e inclusivi: testi scritti, registrazioni audio (come messaggi vocali o il canto di una cicala), disegni, illustrazioni e fotografie. Sebbene i contributi restino anonimi, è molto utile specificare dove e quando la storia si è svolta.
La piattaforma digitale- che trovate qui – diventerà un archivio aperto e accessibile dove le storie individuali si intrecceranno in una memoria collettiva. Queste narrazioni non saranno fini a sé stesse; verranno utilizzate per creare connessioni, mostre, collage e laboratori. In questo modo, le storie raccolte ci aiuteranno a impostare attività future e a comprendere ciò che gli insetti ci insegnano sulla nostra città in relazione a inquinamento, qualità dell’aria, illuminazione e biodiversità.








