MILANO-CORTINA: SANGUE E PETROLIO I VALORI OLIMPICI?

Published On: 11/02/20263,5 min read

Multinazionali, deforestazione, cementificazione, armi. Uno sguardo alle ipocrisie e ai soldi sporchi dei XXV Giochi Olimpici Invernali

Abbagliati agli schermi delle nostre Tv dalla spettacolare cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina, abbiamo dimenticato che non solo fontane scintillanti cadono da quei cerchi dorati, ma sangue e petrolio, all’ombra dello sfarzo, della retorica, delle istituzioni e delle celebrità. Ed è questo che l’azione di Greenpeace Italia ha voluto mostrare, esponendo una grande installazione raffigurante i cinque Cerchi Olimpici che colano petrolio e la scritta “Sponsored by Eni” in Piazza del Duomo a Milano, dove in serata era atteso l’arrivo della Fiamma Olimpica. Non solo un’azione simbolica, ma uno specchio fedele delle contraddizioni che attraversano questi giochi invernali.  Dietro la retorica ufficiale della sostenibilità, dell’innovazione e dell’eredità positiva per i territori, si cela un modello che continua a poggiarsi su logiche estrattive, consumo di suolo e alleanze con i principali responsabili della Crisi Climatica.

Ipocrita infatti che, alle “Olimpiadi più sostenibili di sempre”, vi sia come principale sponsor il colosso del petrolio e del gas Eni, le cui emissioni di gas serra minacciano la sopravvivenza della stagione invernale e dei Giochi stessi. Nel lungo termine, si stima infatti che le emissioni di Eni per il solo 2024 (pari a 395 Mt CO₂eq) a livello globale potrebbero fondere 6,2 miliardi di tonnellate di ghiaccio glaciale, che corrisponderebbero a oltre la metà (58%) del volume dei ghiacciai alpini italiani. Per questo Greenpeace ha inviato una lettera aperta al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) per chiedere di rinunciare alle sponsorizzazioni delle aziende del gas e del petrolio, a partire da Eni, per salvaguardare i Giochi presenti e futuri.

“Non potete risolvere una crisi senza trattarla come tale. Dobbiamo lasciare i combustibili fossili sotto terra”

– Greta Thunberg

Si stima inoltre che i Giochi produrranno circa 930.000 tonnellate di CO₂, che potrebbero causare scioglimento di una quantità di manto nevoso pari a 1.300 piste olimpiche da hockey su ghiaccio e la fusione di oltre 14 milioni di tonnellate di ghiaccio glaciale. Inoltre l’abbattimento di centinaia di alberi, in gran parte larici secolari, ha causato gravi danni immediati alla biodiversità e dell’ecosistema, attenuati da deboli promesse future di compensazione. Ad aggiungersi alla lista, i disboscamenti e la cementificazione eccessiva legati Giochi, da Livigno a Cortina, fino al caso della contestata Cabinovia Apollonio-Socrepes.

Tra i maggiori sponsor, da notare inoltre Coca-Cola, la multinazionazione in vetta alle classifiche internazionali per l’inquinamento da plastica. Come Premium Partner spicca invece Leonardo, uno dei principali gruppi italiani dell’industria bellica, specializzata nella produzione di armamenti, sistemi radar, elettronica militare e componenti per aerei da guerra, complice del genocidio in corso in Palestina, insieme all’Italia. Da ricordare infatti come il primo azionista di Leonardo sia proprio lo Stato Italiano, tramite il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Posizione che permette allo Stato di avere un forte controllo sull’azienda, la possibilità di nominarne una parte dei vertici e di indirizzare le strategie generali, rendendo Leonardo non soltanto un’azienda, ma uno strumento politico industriale e militare.

A coronare questa serie di contraddizioni c’è l’ingente quantità di soldi pubblici spesi. Se nel 2019 si prevedeva una spesa di 1,36 miliardi, ad oggi si stima un bilancio complessivo per i Giochi Invernali di oltre 5,4 miliardi, con proiezioni fino a 5,9 miliardi. Un costo che ricade e ricadrà per la maggior parte sulla collettività.

I giochi olimpici e i cinque anelli hanno da sempre voluto rappresentare ed essere il simbolo della pace e della fratellanza tra i popoli di tutto il mondo, che si riuniscono nel nome dello sport e si confrontano in modo leale e onesto. Tutti valori che in questi Giochi sembrano apparire nelle campagne marketing e nei cuori degli atleti, piuttosto che nella loro fattualità, ovvero di un’organizzazione ipocrita, sporca di interessi politici e industriali, che sputa sui reali valori olimpici e su chi crede in essi.

Articolista:

Alessio Bastai

Presidente e Vicedirettore

credits

Fonte Immagini: GreenPeace Italia

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